Residential

Residenza privata Lungotevere Vittoria

Solido, lineare, di una modernità senza tempo, il palazzo sul Lungotevere Vittoria è un omaggio al manifesto razionalista. Intuito il potere plasmante dell’illuminazione naturale in arrivo dalle sponde lunghe del Tevere, l’appartamento di 140 mq è stato trasformato in uno spazio che, per citare Le Corbusier, “è un gioco di volumi assemblati dalla luce”, arricchito e personalizzato.

Spazi interconnessi

La residenza, destinata a una coppia di professionisti, ritrova al suo interno una perfetta corrispondenza con la matrice littoria che informa il palazzo sia da un punto di vista estetico che funzionale. Si realizza così un ambiente che celebra anzitutto la connessione dinamica delle varie zone, il valore comunicativo di un preciso codice architettonico che, pur salvando l’autonomia dei vari ambienti, la privacy, si risolve in un unico percorso sull’asse portante della casa. Merito di tre inserzioni, tre quinte in muratura che accrescono la percezione dello spazio e rivelano la regia sapiente della luce.

La composizione simmetrica di cucina, sala da pranzo, living e studio, vero cuore del progetto di restyling, è una scenografia già intuibile dal disimpegno nel quale siamo accolti dall’unica porta di ingresso. Come un sipario che si alza, lo sguardo viene subito invitato a oltrepassare la sottile consistenza delle porte in vetro a tutta altezza e ad ammirare il perfetto equilibrio dei volumi, il dialogo tra struttura e interior design, come fossero nati insieme.

A rompere la rigida ossatura tipica del ventennio, sono alcune rotondità, incastonate, scavate o sospese, una ripetizione archetipale che smussa gli angoli e rimanda alla pienezza, all’armonia delle cose. Il primo e più impattante diaframma si apre sulla quinta del living generando un effetto moltiplicatore degli spazi, che proseguono in linea retta oltre la finestra interna, la cui superficie è realizzata con un ricomposto di marmo che si srotola sul pavimento con un effetto nastro o di tappeto.
L’originale soluzione sottolinea e argina la zona dedicata alla conversazione in cui spiccano, tra le altre, un tavolino in pietra proveniente dal Marocco e le curve morbide del divano disegnato da Patricia Urquiola per Moroso.

La forza della luce

L’open space riserva allo studio un posto di preminenza: tutto in questa casa interpreta la forza della conoscenza e della ragione, il ruolo dell’intelletto nella vita della coppia che l’ha scelta per abitarla. Ne è una conferma la libreria ad angolo che si riflette nella lampada applique e la presenza di una scrivania realizzata da Shake su cui si getta per prima la luce naturale di una grande vetrata. Stilose e intonate le poltroncine vintage anni Quaranta.

Materiali nobili come il marmo imperiale, scelto per i pavimenti fatta eccezione per la camera e il bagno – per cui si utilizzano invece un parquet di rovere spazzolato Foglie d’Oro, disposto a lisca di pesce – sono il dettaglio che dà enfasi al progetto nella sua visione complessiva.

Dai soffitti di 3.40 mt cala un’illuminazione d’autore, lampadari a sospensione che al pari delle opere d’arte rispondono all’ambiente sia nella forma – prevalentemente rotonda delle Alphabet di Artemide della Arrangements di Anastasiates di Flos – che per funzionalità. La medesima chiara e lucente semplicità la ritroviamo anche nei colori maestri, bianco e grigio littorio, un movimento cromatico compatto che definisce le linee e ci rimanda alle componenti futuriste.

Essenziale e abitabile, aperto su uno skyline che offre il meglio di una Roma di memoria imperiale attraversata dal fiume, il terrazzo che gira intorno all’appartamento fino a ricomprendere i vani principali – camera, studio, sala da pranzo e living – in un unico abbraccio.
Brand: Artemide, Flos, Foglie d’Oro, Moroso, Shake.

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