Residential

Residenza privata MUSE

Un palazzo disegnato da Ugo Luccichenti in piazza delle Muse, a Roma, uno spazio di 300 mq che unisce il rigore dell’architettura razionalista con il design contemporaneo: una casa che parla di sé e del contesto storico in cui è stata edificata. MUSE è una residenza che coniuga, in un unico spazio, la passione per i grandi ambienti luminosi, panoramici, e l’interesse per l’architettura del ventennio fascista, “tra i più interessanti della storia dell’architettura italiana degli ultimi cento anni”.

Razionalismo contemporaneo

La palazzina progettata da Ugo Luccichenti – noto interprete del razionalismo architettonico – affaccia su Piazza delle Muse con un gioco di rimandi tra campi pieni e vuoti delle maxi vetrate.
Ognuno dei 4 piani si compone di 2 appartamenti di 300 mq, ciascuno con vani di cubature ampie e luminose, proprio come l’androne che anticipa la monumentale scala elicoidale che fa bella mostra dei marmi e delle porte in radica. Gli interventi rispettano la magnificenza dell’edificio valorizzandone i dettagli – gli infissi in ferro e le porte – e modificando solo la funzionalità termica e la distribuzione degli spazi per rendere alcuni servizi più attuali e funzionali.

I saloni sono percorsi da parquet in rovere originale dell’epoca, mentre il marmo all’ingresso è stato riportato alla sua originaria lucentezza. Le carte da parati si alternano ai colori per esaltare i chiaroscuri che definiscono l’atmosfera. I rivestimenti, principalmente velluto e pelle, virano dal grigio al blu e si sposano perfettamente con i mobili, complementi di pregio degli anni ’40 e ’50, e gli oggetti d’arte originali dal design innovativo e contemporaneo. Una grande libreria all’ingresso è il centro da cui si snoda il resto dello spazio, il perno culturale e sociale della vita familiare.

Qui e altrove

Nell’area living spiccano il divano Brenno di Edra e il mega schermo. La sala da pranzo è il luogo del convivio, così la carta da parati Wall&decò è il tocco d’estro che armonizza l’arredamento, ottenuto sommando varie creatività: il tavolo veneziano anni ‘40 cui girano attorno le sedute Mummy dei Fratelli Campana, due contenitori degli anni ‘50 in radica e vari altri oggetti di tempi e luoghi lontani.
Il salone principale, illuminato da ampie vetrate, si compone di due divani Beam in velluto blu di nostra ideazione, due poltrone Giocanda di Promemoria rivestite con un tessuto di Andrew Martin, e del tavolo di Manuela Crotti, artista eclettica e geniale.

Molti i dettagli che cercano un proprio piedistallo, come la vasca in camera da letto posizionata su una pedana in una nicchia profonda, sullo sfondo di pareti rivestite con materiale vinilico intrecciato e illuminato da luci a led. Sempre nella stanza padronale, una grande tenda a tutta altezza nasconde la cabina armadio. “Si può cambiare pelle senza cambiare la sostanza”.

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